Alla scoperta del Mausoleo di Adriano: storia e metamorfosi di Castel Sant’Angelo

Alla scoperta del Mausoleo di Adriano: storia e metamorfosi di Castel Sant’Angelo

mausoleo di adriano
mausoleo di adriano

Sepolcro, castello, prigione, residenza pontificia e infine museo: la storia del Mausoleo di Adriano è tanto lunga quanto movimentata. Ne sono prova i suoi numerosi nomi (Mole Adrianorum, Castellum Crescentii, Castel Sant’Angelo) e i diversi interventi architettonici visibili ancora oggi all’interno e all’esterno dell’edificio. Una varietà di usi e funzioni che confermano la rilevanza, non solo iconica, di un monumento divenuto poi simbolo della città di Roma. 
Affacciato sulla riva destra del Tevere, a pochi passi dal Vaticano, Castel Sant’Angelo è una delle mete imperdibili per turisti e appassionati d’arte di tutto il mondo.   
In questa breve guida ripercorriamo le tappe fondamentali della sua evoluzione, dalla sua fondazione fino ai giorni nostri, per apprezzarne fino in fondo il valore storico e artistico.

La nascita del Mausoleo: monumento funebre di Adriano

Ancora oggi il Mausoleo di Adriano conserva il nome del suo primo committente, l’imperatore Adriano (76-138 d.C.). Iniziato attorno al 123 d.C. e terminato nel 139 d.C – un anno dopo la morte dell’imperatore – il Mausoleo doveva non solo ospitarne le ceneri, ma allo stesso tempo celebrarne la grandezza. La sua conformazione iniziale era diversa da quella di oggi e si ispirava a un altro monumento funebre: l’imponente tomba di Augusto (predecessore di Adriano) eretta più di un secolo prima e situata a poca distanza dal Mausoleo, sulla riva opposta del Tevere. In origine, infatti, la Mole era composta da tre corpi architettonici sovrapposti di grandezza decrescente: un basamento quadrangolare, un tamburo cilindrico e una torretta che ospitava la statua del dio Elio alla guida di una quadriga.
I primi due ordini erano rivestiti con lastre di marmo, mentre statue di uomini e cavalli decoravano il bordo superiore della struttura circolare. Un giardino pensile con alberi sempreverdi univa la torretta con il piano sottostante. 
Di tutto questo oggi rimangono le fondamenta, il nucleo in muratura dell’ordine cilindrico, l’ingresso e la rampa elicoidale che permette di accedere alla Sala delle Urne, destinata alla conservazione dei resti dell’imperatore. 

L’accesso è garantito dal Pons Aelius, il Ponte Elio, costruito per collegare il sepolcro con la città, poi modificato nell’attuale Ponte Sant’Angelo sul quale svettano le statue del Bernini. La zona del Mausoleo era nota come Ager Vaticanus, un’area periferica di Roma dove si trovavano giardini, ville e altre sepolture. Proprio alla sua posizione strategica, ai confini dell’antico centro cittadino, dobbiamo la prima delle trasformazioni del Mausoleo: da monumento a fortezza.

mausoleo di augusto roma
Mausoleo di Augusto, Roma

Da Mausoleo a fortezza difensiva: “nasce” Castel Sant’Angelo

Il Mausoleo servì come luogo di sepoltura di Adriano e di quasi tutti i suoi successori fino al 217 d.C. quando morì Caracalla, l’ultimo imperatore sepolto qui. Negli anni seguenti l’Adrianeum venne infatti convertito in molti modi. Il primo fu ad opera di Aureliano che nel 271 d.C. lo integrò nel complesso di fortificazioni a protezione della città. I nemici provenienti da Nord si sarebbero così trovati di fronte a un sistema difensivo articolato, del quale facevano parte: la lunga cinta di mura, il fiume Tevere e il Mausoleo stesso trasformato in bastione. Una funzione che si rivelò lungimirante, ma che non risparmiò la Mole da saccheggi e assedi, a cominciare da quelli compiuti dai Goti nel V e nel VI secolo. Da questo momento in poi, il monumento funebre diventa noto anche con l’appellativo di Castellum ma è solo alla fine del 500 d.C. che, come narra la leggenda, prenderà il nome di Castel Sant’Angelo.

La genesi del nome di Castel Sant’Angelo

All’origine del nome vi sarebbe infatti un’apparizione miracolosa. È il 590 e Roma è piegata da una terribile pestilenza. Papa Gregorio Magno, durante una processione penitenziale, ha una visione: l’arcangelo Michele gli appare mentre rinserra la spada in prossimità del Castello, a significare la fine della peste. Dobbiamo a questo episodio la definizione della struttura come Castel Sant’Angelo e, in epoche successive, la costruzione della cappella devozionale sulla sommità e della statua in marmo dell’Arcangelo che sormonta l’edificio.

Castel Sant’Angelo nel Medioevo: da carcere a residenza papale

La sua mole imponente, il ruolo chiave nella difesa della zona Nord della città e la vicinanza a San Pietro erano qualità ben note alle importanti famiglie romane. Durante il Medioevo infatti diverse casate si contesero la proprietà del Mausoleo, cambiandone destinazione d’uso a seconda delle proprie necessità. È così che il sepolcro divenne prima un carcere (dove, nel 928, fu detenuto e strangolato papa Giovanni X), poi una residenza nobile. Intorno all’anno Mille fu ribattezzata “Torre Crescenzi” dal nome della famiglia che ne aveva fatto la sua dimora, rimaneggiando la torretta romana a mo’ di vedetta. 

Nel 1200 il Mausoleo passò nelle mani degli Orfini, potente casata alla quale apparteneva anche papa Nicolò III che lo restaurò per proteggere il Vaticano, nuova sede pontificia. All’Orfini si deve inoltre la costruzione del raccordo aereo che collega tuttora il Castello al Vaticano, noto come Passetto di Borgo
La storia del Castello e quella della Chiesa rimasero legate anche negli anni seguenti, durante la cattività Avignonese (1305-1379), ovvero il trasferimento del pontefice e della curia in Francia. Nel 1367, papa Urbano V ottenne infatti le chiavi di Castel Sant’Angelo come condizione per il ritorno della sede pontificia a Roma.Questo tuttavia non rese immune il palazzo da episodi anche molto violenti: nel 1379 una rivolta cittadina mise in serio pericolo l’integrità della fortezza, che rischiò la rovina. Con Bonifacio IX (pontefice dal 1389 al 1404) ebbero inizio i primi lavori di restauro, portati avanti da Nicolò V (promotore dell’edificazione dei quattro bastioni quadrangolari) e dai pontefici successivi per tutta l’età Rinascimentale e Barocca. Proprio in questo periodo storico il Castello conosce un nuovo momento di splendore sia come fortezza sia come residenza.

Castel Sant'Angelo roma
Castel Sant’Angelo, Roma

L’epoca Rinascimentale, il Barocco e gli interventi architettonici 

Divenuto ufficialmente residenza papale, Castel Sant’Angelo fu sottoposto a numerosi interventi architettonici volti a incrementare l’assetto militare, l’estetica e l’agio dei suoi ambienti. 

Tra i più rilevanti, vale la pena citare quelli voluti da: 

  • Giulio II della Rovere (1505-1513), che incaricò Giuliano da Sangallo e Bramante di costruire la loggia frontale verso il fiume; 
  • Leone X (1515-1521): che rinnovò la cappella dedicata ai SS. Cosma e Damiano su disegno di Michelangelo;
  • Clemente VII Medici (1523-1534): durante il Sacco di Roma del 1527, il forte ospitò la corte papale e il pontefice ordinò l’ampliamento del suo appartamento, decorato da Giulio Romano. Commissionò inoltre la raffinata decorazione parietale della Stufetta, bagno riscaldato privato. 

Migliorie e modifiche si protrassero anche oltre, fino all’epoca di Clemente IX (1667-1669) che affidò al Bernini e alla sua scuola la realizzazione delle statue degli angeli poste ai lati del ponte. A Benedetto XIV (1740-1758) si deve invece il completamento del Mausoleo Aureliano con l’Angelo, opera del Verschaffelt, visibile ancora oggi. 
Con il passare del tempo, la funzione difensiva del Castello andò esaurendosi, nonostante l’ingente fornitura di armi e vettovaglie di cui ancora disponeva fino all’odiosa occupazione napoleonica del XVIII secolo. 

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Da carcere a Museo Nazionale

L’occupazione napoleonica lascia infatti diversi segni sul Castello che, al ritiro delle truppe francesi nel 1799, si presenta completamente sguarnito di munizioni e artiglierie, ma anche di arredi, vetri e tubature per il rifornimento dell’acqua: tutti materiali prelevati dall’esercito straniero. Le uniche attività che proseguono in questo periodo sono quelle legate al carcere di sicurezza e all’alloggiamento delle truppe di difesa. 
I danni alla struttura sono ingenti e dal 1822 vengono avviati importanti lavori di restauro e di recupero delle antiche vestigia romane. Un’azione di ripristino che prosegue per tutto il Novecento, interrotta solo dai due conflitti mondiali durante i quali la fortezza viene usata come ricovero di opere d’arte (compresi i cavalli bronzei della Basilica di San Marco a Venezia) e persone. Dal 1925, Castel Sant’Angelo diventa Museo Nazionale e da allora ospita una ricchissima collezione di artefatti di epoca romana e rinascimentale, frutto di donazioni private e ritrovamenti in loco.

Il Museo e le sue collezioni 

Mobili, oggetti d’arredo e dipinti di valore, insieme a ceramiche, sculture e armature sono oggi esposte nelle diverse sale del Museo. Qui, la spoglia architettura romana e le cinquecentesche sale riccamente ornate si alternano in un percorso articolato e di grande fascino. Completa la visita l’incredibile vista panoramica offerta dal Giretto che circonda il Maschio del castello e quella, ancora più spettacolare, che si gode dal Terrazzo dell’Angelo, che domina la città. 

I visitatori non mancheranno di apprezzare tanto le evoluzioni stilistiche, testimonianza delle vicende storiche che abbiamo appena ripercorso, quanto le sue collezioni d’arte.  I motivi per vedere da vicino questo antico monumento sono dunque molteplici: meglio prenotare subito il biglietto d’ingresso!

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