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Museo Nazionale del Bargello
Il museo
L’antico Palazzo del Podestà di Firenze ospita oggi il Museo Nazionale del Bargello. Dedicato principalmente alla scultura, fa parte dei “Musei del Bargello” insieme alle Cappelle Medicee, ad Orsanmichele, al Palazzo Davanzati e a Casa Martelli.
Con il Regio decreto del 22 giugno 1865, il Museo del Bargello diventa il primo Museo Nazionale d’Italia dedicato all’arte medievale e rinascimentale. La sua collezione di statue è tra le più notevoli a livello mondiale e include capolavori di Donatello, di Luca della Robbia, di Andrea del Verrocchio, di Michelangelo Buonarroti, di Benvenuto Cellini e di tanti altri.
Dall’origine la sua collezione proviene da quelle medicee, ma altri materiali sono affluiti da donazioni, prestiti privati e soppressioni di ordini monastici a seguito dell’Unità d’Italia.
La collezione
Il Museo si sviluppa su tre piani: al piano terra, si trova il cortile e la Sala di Michelangelo con le sculture del Buonarroti, di Cellini, di Giambologna e dell’Ammannati. Il primo piano, invece, si inaugura con l’imponente Sala di Donatello, e poi le sculture-maioliche di Luca della Robbia, le formelle bronzee di Ghiberti e Brunelleschi, le raccolte di arte islamica, l’antica Cappella affrescata da Giotto ed altre sale. All’ultimo piano trovano luogo le raccolte di Andrea e Giovanni della Robbia, la Sala dei Bronzetti, la Sala di Verrocchio, la Sala del Medagliere, e la Sala dell’Armeria dove sono esposti oggetti dell’antica armeria medicea.
Le opere
- Marzocco, 1418-1420, Donatello (1386-1466)
- David, ca. 1440, Donatello (1386-1466)
- Madonna con Bambino (detta Madonna della mela), 1441-1445, Luca della Robbia (1400-1482)
- David, 1466-1469 circa, Verrocchio (Andrea di Cione) (1435-1488)
- Bacco, 1496-1497, Michelangelo Buonarroti (1475-1564)
- Mercurio volante, 1578-1580 circa, Giambologna (1529-1608)
Gli artisti
- Donatello (1386-1466)
- Luca della Robbia (1400-1482)
- Verrocchio (Andrea di Cione) (1435-1488)
- Michelangelo Buonarroti (1475-1564)
- Giambologna (1529-1608)
Foto: Cortile del Museo Nazionale del Bargello, Firenze
Mostre temporanee
Aperto al pubblico il cantiere di restauro del basamento del Perseo di Benvenuto Cellini
Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello avviano un nuovo, importante progetto di restauro dedicato al basamento del celebre Perseo di Benvenuto Cellini, uno dei capolavori assoluti della scultura fiorentina del Cinquecento.
All’interno del Museo Nazionale del Bargello ha inizio il restauro del basamento del Perseo, protagonista di un cantiere “live” allestito nella sala mostre al piano terra del museo. A partire dal 12 maggio 2026, il pubblico potrà accedere allo spazio di lavoro e seguire da vicino le diverse fasi dell’intervento, in programma fino al 5 settembre 2026.
“Aprire al pubblico un restauro così delicato e complesso significa condividere non solo il risultato finale, ma anche il processo di conoscenza che accompagna ogni intervento conservativo – spiega Andreina Contessa, Direttore Generale di Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello – Il cantiere live del basamento del Perseo permette ai visitatori di osservare da vicino il lavoro dei restauratori e di cogliere dettagli tecnici, esecutivi e materici spesso invisibili a uno sguardo non esperto. È un’occasione preziosa per avvicinare il pubblico alla comprensione profonda dell’opera e alla sua storia conservativa”.
Realizzato tra il 1549 e il 1553 su commissione di Cosimo I de’ Medici per accompagnare il celebre bronzo destinato alla Loggia dei Lanzi, il basamento marmoreo – conservato nella Sala di Michelangelo e della scultura del Cinquecento del Museo Nazionale del Bargello – costituisce un raffinato capolavoro di intaglio scultoreo, concepito come un’ara riccamente decorata e densa di significati simbolici. Ai quattro angoli si trovano protomi di caprone, allusive al segno zodiacale del Capricorno riconducibile al duca, mentre un articolato sistema decorativo fatto di fiaccole e mascheroni allude al trionfo della verità sull’inganno. Più in basso, le erme femminili, rappresentanti la figura di Diana Efesia, evocano la natura e la prosperità, mentre nelle nicchie trovano posto le quattro statuette bronzee raffiguranti Giove, Minerva, Mercurio e Danae con il piccolo Perseo.
Dopo quasi trent’anni dall’ultimo restauro, risalente al periodo 1995–2000, si rende oggi necessario un nuovo intervento conservativo volto a stabilizzare i processi di degrado e a migliorare la leggibilità estetica e materica dell’opera, compromessa da disomogeneità cromatiche e discontinuità formali. L’intervento rappresenta anche un’importante occasione di studio, che consentirà di approfondire la conoscenza del complesso sotto il profilo storico, conservativo e tecnologico, grazie all’impiego di metodologie aggiornate. Insieme al basamento e alle statuette bronzee sarà restaurata anche la spada in ferro del Perseo, solitamente esposta in una delle vetrine della sala dell’Armeria del museo.
Elemento centrale dell’iniziativa è il cantiere aperto al pubblico, che permetterà ai visitatori di osservare da vicino tutte le fasi del restauro durante il normale orario di apertura del museo. Il percorso sarà arricchito da pannelli informativi dedicati agli aspetti storico-artistici e tecnici e da un video che documenta, attraverso immagini storiche e contemporanee, le complesse vicende conservative dell’opera nel corso del Novecento. Accanto al cantiere, il museo promuoverà un programma di attività, tra cui appuntamenti condotti dai restauratori e dal personale del museo, con percorsi accessibili.
Il progetto di restauro è affidato a Martina Paladini per i bronzi e la spada, e a Nicoletta Carniel e Laura Benucci per il basamento lapideo, sotto la direzione lavori di Chiara Valcepina.
La storia conservativa del basamento del Perseo è intensa e ampiamente documentata. Tra i tanti episodi che la vedono coinvolta ricordiamo il periodo dei bombardamenti, durante la Seconda guerra mondiale, quando il Perseo e la sua base furono ricoverati in un locale sotto la Loggia dei Lanzi per garantirne al meglio l’incolumità. Nel 1945 Bruno Bearzi, lungimirante restauratore e punto di riferimento per la tutela della scultura in bronzo, venne incaricato di ricollocare tutte le opere d’arte al loro posto, una volta scongiurati i rischi legati al conflitto. In quella occasione Bearzi intervenne per consolidare l’ancoraggio della scultura alla sua base e sostituire la spada in ferro con una copia in bronzo che vediamo ancora oggi nella mano di Perseo. Nel 1980 la spada originale in ferro è stata trasferita presso il Museo Nazionale del Bargello, dove già erano pervenuti, sempre per ovviare all’inarrestabile processo di degrado, il rilievo bronzeo con Perseo che libera Andromeda e i quattro bronzetti del basamento marmoreo. Ritenuto inadatto al ricollocamento nella Loggia dei Lanzi, il basamento marmoreo è stato definitivamente ricoverato presso la sede museale del Bargello nel 2000 e qui ricongiunto alle quattro sculture in bronzo.
Informazioni per la visita
- 12 Maggio – 5 Settembre, 2026
- Ingresso compreso nel biglietto del museo
Lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì; prima, terza e quinta domenica del mese dalle ore 08:15 alle ore 13:50.
Sabato dalle ore 08:15 alle ore 18:50.
Martedì; Seconda e quarta domenica del mese.
1-2 ore
Mostre temporanee incluse nel prezzo del biglietto
Libri e Guide
Merchandise
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A partire da €12,00
La nascita della Galleria risale al 1784, quando il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo riorganizza l’antica Accademia delle Arti del Disegno, fondata nel 1563 da Cosimo I de’ Medici, nella moderna Accademia di Belle Arti. La nuova istituzione doveva ospitare una raccolta di dipinti antichi, moderni e di sculture al fine di facilitare la conoscenza e lo studio ai giovani allievi dell’Accademia.
Tempo medio di percorrenza:
1-2 ore


