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“Quella tensione tra visibile e invisibile”, in dialogo con Linda Fregni Nagler, vincitrice del Premio Orbital Cultura 2025
Artista fotografa ma anche studiosa e collezionista, Linda Fregni Nagler si muove tra produzione e appropriazione, tra pratica d’autore e immagini vernacolari, in un’esplorazione originale che sovverte la dimensione tipica della fotografia e le dà nuovi, inattesi, significati. Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera, ha esposto in numerose gallerie e musei di tutto il mondo, dalla Biennale di Venezia al MAXXI di Roma, dalla Columbia University di New York al Museum für Kunst und Gewerbe di Amburgo, solo per citarne alcuni. Nel 2025 ha vinto la III edizione del Premio Orbital Cultura (inaugurato nel 2023 da Francesco Jodice): l’incarico di documentare le architetture e gli spazi comuni del PAC Padiglione Arte Contemporanea, della GAM – Galleria Arte Moderna e dei giardini di Villa Reale, a Milano. Abbiamo raggiunto Linda Fregni Nagler per farci raccontare qualcosa di più su questa esperienza e sul suo lavoro.
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Rubati: 5 furti d’arte che hanno sconvolto il mondo
Stupefacenti, rocamboleschi, studiati nei minimi dettagli o sorprendentemente semplici: i furti di opere d’arte sono tanto numerosi quanto vari. Crimini vili e riprovevoli, che sottraggono risorse e depauperano la storia in nome di interessi privati, generano da sempre un’innegabile curiosità nel grande pubblico. Sarà per l’ingegno, lo spirito avventuroso e

Rückenfiguren: quando l’arte ci dà le spalle
È sempre al volto che rivolgiamo lo sguardo, nella vita come nell’arte, quando ci interroghiamo sull’identità di un soggetto e ne proviamo a interpretare emozioni e pensieri. Ma cosa succede se questa finestra ci viene negata? Se la persona ci mostra le spalle? Ciò che non si vede attira la

La Rocca Meli Lupi di Soragna, dove ricchezza e mistero si intrecciano
Non tutti i castelli, nel passaggio dei secoli, sono rimasti amministrati dalla stessa famiglia.
Non tutti i castelli conservano inalterato il fascino delle epoche passate. Non tutti i castelli hanno un fantasma che li abita e che, all’occorrenza, comunica con i vivi il suo disappunto. Non tutti, ma la

Eleonora di Toledo: il volto femminile del mecenatismo e della moda fiorentina del Rinascimento
Indipendente, dinamica, capace: Eleonora di Toledo (1522-1562) è una delle figure femminili più importanti e incisive del Rinascimento. Figlia del potente vicerè di Napoli – Don Pedro Alvarez de Toledo – sposa giovanissima Cosimo I de’ Medici (1519-1574).
Tra loro nasce un amore e una complicità profonda che si

Torino svelata: 5 musei che raccontano la storia della prima capitale italiana
Torino sorprende sempre chi la visita per la prima volta. Sarà per quella atmosfera elegante e austera o per la ricca stratificazione storica e artistica che la caratterizza. Capitale sabauda – e prima capitale d’Italia – città dell’industria e della cultura: ogni quartiere conserva tracce di questa identità composita e

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BeCulture è la piattaforma dedicata alla cultura, nata per accompagnare e facilitare i viaggiatori, gli

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Artista fotografa ma anche studiosa e collezionista, Linda Fregni Nagler si muove tra produzione e appropriazione, tra pratica d’autore e immagini vernacolari, in un’esplorazione originale che sovverte la dimensione tipica della fotografia e le dà nuovi, inattesi, significati. Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera, ha esposto in numerose gallerie e musei di tutto il mondo, dalla Biennale di Venezia al MAXXI di Roma, dalla Columbia University di New York al Museum für Kunst und Gewerbe di Amburgo, solo per citarne alcuni. Nel 2025 ha vinto la III edizione del Premio Orbital Cultura (inaugurato nel 2023 da Francesco Jodice): l’incarico di documentare le architetture e gli spazi comuni del PAC Padiglione Arte Contemporanea, della GAM – Galleria Arte Moderna e dei giardini di Villa Reale, a Milano. Abbiamo raggiunto Linda Fregni Nagler per farci raccontare qualcosa di più su questa esperienza e sul suo lavoro.

Rubati: 5 furti d’arte che hanno sconvolto il mondo
Stupefacenti, rocamboleschi, studiati nei minimi dettagli o sorprendentemente semplici: i furti di opere d’arte sono tanto numerosi quanto vari. Crimini vili e riprovevoli, che sottraggono risorse e depauperano la storia in nome di interessi privati, generano da sempre un’innegabile curiosità nel grande pubblico. Sarà per l’ingegno, lo spirito avventuroso e l’aura di eccezionalità. Come dimostrano i recenti episodi di Parigi – con il Louvre derubato dei gioielli della Corona e di Napoleone – e della Rocca Magnani di Parma – depredata di un Renoir, un Cézanne e un Matisse – i ladri hanno sempre trovato (e continuano a trovare) modi abili e insospettabili per mettere le mani sul patrimonio altrui. A volte le indagini vanno a buon fine e si recupera la refurtiva, mentre alcuni casi restano tuttora irrisolti.

“Quella tensione tra visibile e invisibile”, in dialogo con Linda Fregni Nagler, vincitrice del Premio Orbital Cultura 2025
Artista fotografa ma anche studiosa e collezionista, Linda Fregni Nagler si muove tra produzione e appropriazione, tra pratica d’autore e immagini vernacolari, in un’esplorazione originale che sovverte la dimensione tipica della fotografia e le dà nuovi, inattesi, significati. Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera, ha esposto in numerose gallerie e musei di tutto il mondo, dalla Biennale di Venezia al MAXXI di Roma, dalla Columbia University di New York al Museum für Kunst und Gewerbe di Amburgo, solo per citarne alcuni. Nel 2025 ha vinto la III edizione del Premio Orbital Cultura (inaugurato nel 2023 da Francesco Jodice): l’incarico di documentare le architetture e gli spazi comuni del PAC Padiglione Arte Contemporanea, della GAM – Galleria Arte Moderna e dei giardini di Villa Reale, a Milano. Abbiamo raggiunto Linda Fregni Nagler per farci raccontare qualcosa di più su questa esperienza e sul suo lavoro.

Rubati: 5 furti d’arte che hanno sconvolto il mondo
Stupefacenti, rocamboleschi, studiati nei minimi dettagli o sorprendentemente semplici: i furti di opere d’arte sono tanto numerosi quanto vari. Crimini vili e riprovevoli, che sottraggono risorse e depauperano la storia in nome di interessi privati, generano da sempre un’innegabile curiosità nel grande pubblico. Sarà per l’ingegno, lo spirito avventuroso e l’aura di eccezionalità. Come dimostrano i recenti episodi di Parigi – con il Louvre derubato dei gioielli della Corona e di Napoleone – e della Rocca Magnani di Parma – depredata di un Renoir, un Cézanne e un Matisse – i ladri hanno sempre trovato (e continuano a trovare) modi abili e insospettabili per mettere le mani sul patrimonio altrui. A volte le indagini vanno a buon fine e si recupera la refurtiva, mentre alcuni casi restano tuttora irrisolti.

Rückenfiguren: quando l’arte ci dà le spalle
È sempre al volto che rivolgiamo lo sguardo, nella vita come nell’arte, quando ci interroghiamo sull’identità di un soggetto e ne proviamo a interpretare emozioni e pensieri. Ma cosa succede se questa finestra ci viene negata? Se la persona ci mostra le spalle? Ciò che non si vede attira la nostra attenzione e il suo valore simbolico e poetico ci conquista. Dall’età romana al contemporaneo, esploriamo assieme alcune delle figure di spalle più iconiche per lasciarci sedurre da questa prospettiva insolita.

La Rocca Meli Lupi di Soragna, dove ricchezza e mistero si intrecciano
Non tutti i castelli, nel passaggio dei secoli, sono rimasti amministrati dalla stessa famiglia.
Non tutti i castelli conservano inalterato il fascino delle epoche passate. Non tutti i castelli hanno un fantasma che li abita e che, all’occorrenza, comunica con i vivi il suo disappunto. Non tutti, ma la Rocca Meli Lupi di Soragna, in provincia di Parma, sì. Questo antico castello medievale trasformato in dimora principesca, è la casa di Diofebo VI Meli Lupi, nobile discendente dello storico casato, e custodisce ancora oggi tesori e misteri tutti da scoprire, compresa una presenza spettrale…

Eleonora di Toledo: il volto femminile del mecenatismo e della moda fiorentina del Rinascimento
Indipendente, dinamica, capace: Eleonora di Toledo (1522-1562) è una delle figure femminili più importanti e incisive del Rinascimento. Figlia del potente vicerè di Napoli – Don Pedro Alvarez de Toledo – sposa giovanissima Cosimo I de’ Medici (1519-1574).
Tra loro nasce un amore e una complicità profonda che si rifletterà anche nella gestione della corte fiorentina. Anche grazie alla sua influenza, i Medici riescono a rafforzare il loro potere sul territorio toscano e a consolidare il Ducato dopo la burrascosa parentesi repubblicana che li aveva costretti a fuggire dalla città.
Ritratti e documenti dell’epoca ci restituiscono l’immagine di una donna sicura e imprenditiva, interprete di progetti e visioni di ampio respiro, il cui risultato è ancora oggi godibile, come il magnifico Giardino di Boboli.

Torino svelata: 5 musei che raccontano la storia della prima capitale italiana
Torino sorprende sempre chi la visita per la prima volta. Sarà per quella atmosfera elegante e austera o per la ricca stratificazione storica e artistica che la caratterizza. Capitale sabauda – e prima capitale d’Italia – città dell’industria e della cultura: ogni quartiere conserva tracce di questa identità composita e suggestiva. Se hai qualche giorno a disposizione, ti consigliamo di visitare cinque luoghi che, più di altri, raccontano l’illustre passato e il luminoso presente di questa splendida città.