Verona non è solo Arena e la Casa di Giulietta: dietro ai suoi simboli più celebri, si nasconde una città che sa incantare in tanti altri modi. Passeggiando tra vie acciottolate e scorci poco noti, si incontrano luoghi ricchi di storia e fascino, imprescindibili in ogni prima visita. Oggi andiamo alla scoperta di alcune delle sue attrazioni più interessanti, tra capolavori d’arte, tesori architettonici e atmosfere uniche.
5 monumenti storici imperdibili
Romantica e romana: potremmo descrivere così, con un facile gioco di parole, la notorietà poetica e le origini antiche della città veneta, capace di sedurre gli amanti della letteratura e della storia. A loro, e a chiunque si rechi in città per la prima volta, consigliamo di vedere questi cinque siti.
1. Il Teatro Romano
L’Arena è indubbiamente il simbolo della città, ma non è l’unica testimonianza di epoca romana qui presente. Il Teatro Romano, situato sull’altra sponda dell’Adige, è uno dei teatri meglio conservati di tutta l’Italia settentrionale. La sua costruzione risale al I secolo a.C. ma è stato riscoperto solo molto tempo dopo grazie agli scavi condotti da Andrea Monga (1794-1861), ricco commerciante e proprietario dell’area. Oggi rimane poco dell’antico edificio ma i muri in tufo, lo spazio dedicato al palcoscenico e le gradinate ancora visibili danno l’idea della sua perduta magnificenza.

2. Ponte Pietra
Poco distante dal Teatro Romano sorge Ponte Pietra, probabilmente il monumento romano più antico della città (si pensa che sia stato realizzato prima dell’89 a.C.). I continui restauri, i crolli e le ricostruzioni dicono molto non solo sulle sue vicende passate, ma anche sul carattere dei veronesi, rivelandone la resilienza e il legame alla storia locale, percepita come patrimonio vivo da conservare a ogni costo. In questo senso, l’ultimo intervento in ordine di tempo è forse il più significativo. È il 1957 e il ponte giace disfatto da oltre dieci anni, ovvero da quando, nel 1945, i tedeschi in ritirata lo avevano fatto esplodere. La città decide allora di ricostruirlo esattamente com’era, recuperando i blocchi di pietra e mattoni dal letto del fiume, per restituire alla città il suo iconico passaggio sull’acqua.

3. Porta Borsari
Tornando verso l’Arena, si incontrano altri due monumenti antichi: Porta Borsari e l’Arco dei Gavi. La prima – un’imponente porta d’ingresso alla città risalente al I secolo a.C. – prende il nome dai bursarii addetti alla riscossione dei dazi vescovili nel Medioevo. Il suo nome originario era però Porta Iovia, per via di un tempio dedicato a Giove che si trovava poco lontano. Oggi ci resta solo la facciata esterna della costruzione, realizzata in calcare bianco locale, dove si aprono due maestosi archi sormontati da due ordini di finestre.

4. L’Arco dei Gavi
A pochi passi di distanza, l’Arco dei Gavi celebra l’omonima famiglia romana che lo fece erigere. Anche la sua storia, però, è tutt’altro che lineare: edificato sulla via Postumia nel I secolo d.C. dall’architetto Lucio Vitruvio Cerdone – la cui firma è ancora visibile – è stato demolito dai francesi durante l’occupazione napoleonica perché d’intralcio al traffico militare. I suoi pezzi, fortunatamente conservati, permisero di ripristinarlo accanto a Castelvecchio nel 1932, dove possiamo ammirarlo tuttora.

5. Le Arche Scaligere
Impossibile andare a Verona e non parlare dei Della Scala o Scaligeri, la potente famiglia patrizia che ha governato la città per più di un secolo tra la fine del Due e del Trecento. Il centro del potere era Piazza dei Signori, ancora oggi sede di edifici storici come il Palazzo del Capitano e il Palazzo della Ragione. Le spoglie della famiglia sono accolte a pochi metri da qui, nelle Arche Scaligere, uno straordinario complesso funerario situato presso la chiesa di S. Maria Antica. Tra i vari sarcofagi, spiccano le tombe a baldacchino di Cangrande I, Mastino II e Cansignorio, esempi eccellenti di arte marmorea e decorazione in perfetto stile gotico.

Musei e luoghi d’arte: collezioni e opere memorabili
Bella fuori e dentro: Verona non offre solo splendide passeggiate tra antichità e monumenti storici, ma anche musei e luoghi di culto suggestivi, custodi di opere e manufatti artistici unici nel panorama italiano.
Il Museo Castelvecchio
Trecentesco castello Scaligero e sede delle delle Collezioni d’arte del Comune di Verona dal 1926, negli anni Cinquanta il Museo di Castelvecchio è stato oggetto di un imponente e felice restauro da parte dell’architetto Carlo Scarpa in collaborazione con il direttore Licisco Magagnato. Oggi ospita più di 600 opere che vanno dal Medioevo fino al XVIII secolo. La scuola veronese occupa un posto di primo piano nella collezione, che annovera – tra le altre – opere di Pisanello e Paolo Caliari, detto il Veronese; ma anche alcuni esemplari eccelsi della pittura veneta, a firma di Jacopo e Giovanni Bellini, Jacopo Tintoretto e Giandomenico Tiepolo. A questi si aggiunge un nucleo di dipinti fiamminghi, soprattutto ritratti, nature morte e paesaggi; una raccolta di sculture medievali provenienti da un’unica bottega locale, e poi ancora monete, armi, disegni e stampe.
Attraversare le sale del museo e ammirarne i capolavori permette di rivivere il fermento artistico della corte scaligera e della città intera.

La Basilica di San Zeno
Sobria e solenne, la Basilica di San Zeno è stata edificata nell’800 e, da allora, conserva le reliquie del santo patrono di Verona dal quale prende il nome. Danneggiamenti e ricostruzioni successive ne hanno modificato l’aspetto che oggi coincide in gran parte con quello che aveva nel 1138. L’interno è suddiviso in tre livelli: la chiesa plebana, con colonne e pilastri maestosi, la cripta con le reliquie e la chiesa presbiteriale, con la celebre Pala di San Zeno di Andrea Mantegna (1460, ca.). Il Trittico, commissionato dall’abate Gregorio Correr, occupa l’altare fin dall’epoca della sua realizzazione. Un breve intermezzo ne ha però compromesso l’autenticità: portato in Francia nel 1797 dalle truppe napoleoniche, torna in città nel 1815 ma privato di tre predelle, tuttora conservate nei musei del Louvre e di Tours. Quelle che vediamo oggi sono copie ottocentesche.

La Sacra Conversazione, con la Madonna col Bambino in trono attorniati da Santi in contemplazione, non ha però perso il suo fascino magnetico dovuto alla sapiente mano dell’artista, autore anche del progetto della cornice. A conferire originalità alla composizione è soprattutto il trattamento unitario della scena che, pur essendo divisa in tre tavole, appare unita dalla medesima ambientazione e dal paesaggio che si intravede alle spalle dei personaggi. L’aureola della Madonna, che riproduce il rosone romanico della Basilica, è invece un curioso omaggio alla chiesa stessa.
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Casa Museo di Palazzo Maffei
Spostiamoci ora in Piazza delle Erbe, meta immancabile della visita alla città. Antico foro romano e centro nevralgico delle attività commerciali, il suo nome deriva dal mercato delle spezie che si teneva qui in passato. La piazza è circondata da edifici e monumenti che testimoniano il passare del tempo e delle dominazioni, dall’epoca scaligera all’egemonia veneziana. Domina la piazza Palazzo Maffei con la sua raffinatissima facciata barocca, oggi sede dell’omonimo Museo e ultima tappa della nostra visita. Nelle sale del rinnovato palazzo signorile si susseguono le opere del collezionista veronese Luigi Carlon. Una raccolta che stupisce per varietà e ampiezza: si va dal Trecento veronese all’arte orientale, dalle Avanguardie Storiche al design d’autore. Un allestimento altrettanto eclettico – degno di un archivio così variegato ed eterogeneo – conduce il visitatore tra decorazioni originali e trovate espositive d’effetto che rivelano il gusto e la personalità dell’imprenditore collezionista.

La Casa Museo di Palazzo Maffei è la tappa ideale per concludere questo breve itinerario alla scoperta di Verona e per portarsi a casa non solo la bellezza dei suoi luoghi, ma anche un po’ di quello spirito instancabile e appassionato che da sempre caratterizza i suoi abitanti.



