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Torino svelata: 5 musei che raccontano la storia della prima capitale italiana

Torino svelata: 5 musei che raccontano la storia della prima capitale italiana

cosa vedere a torino musei reali
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Torino sorprende sempre chi la visita per la prima volta. Sarà per quella atmosfera elegante e austera o per la ricca stratificazione storica e artistica che la caratterizza. Capitale sabauda – e prima capitale d’Italia – città dell’industria e della cultura: ogni quartiere conserva tracce di questa identità composita e suggestiva. Se hai qualche giorno a disposizione, ti consigliamo di visitare cinque luoghi che, più di altri, raccontano l’illustre passato e il luminoso presente di questa splendida città.

1. Palazzo Madama: duemila anni in un solo edificio

Una magnifica facciata barocca svetta in Piazza Castello, custode di secoli di storia: Palazzo Madama dal 1934 ospita le collezioni del Museo Civico d’Arte Antica. Una raccolta di reperti e opere uniche, dal Medioevo al Seicento, alla quale si aggiunge l’incantevole Giardino Botanico, ricostruzione fedele di un vero giardino medievale incastonato nel cuore della città. 
Tra i capolavori qui conservati, il Tesoro di Desana, con gioielli in oro, pietre preziose e argenteria da mensa di grande raffinatezza risalenti al V e al VI secolo d.C.; e il celebre Ritratto d’uomo di Antonello da Messina (1476), una prova squisita del realismo fiammingo filtrato dal genio siciliano. Al primo piano, negli antichi appartamenti delle Madame Reali, dominano lo stile Barocco e l’arte dell’ebanisteria, con pezzi originali di Pietro Piffetti e altri talentuosi artigiani del periodo.

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Palazzo Madama

A dipinti e sculture, si affianca anche un’imponente collezione di arti applicate: oltre quattromila manufatti in ceramica e maiolica (con pezzi risalenti al Rinascimento); vetri archeologici e soffiati, vetrate medievali e cinquecentesche, e soprattutto smalti e vetri a oro graffiti di diverse epoche storiche; tessuti, passamaneria e capi d’abbigliamento che spaziano dai frammenti copti VI secolo d.C. fino agli abiti in voga nella Torino del XX secolo. Una varietà che rende Palazzo Madama un luogo affascinante per tutti gli appassionati di arte e artigianato, emulazione riuscitissima di quei musei della tecnica e dell’industria nati sull’esempio dei South Kensington Museum di Londra (oggi V&A). 

2. I Musei Reali, il cuore del potere sabaudo

A pochi passi da Palazzo Madama, il Palazzo Reale racconta con ineguagliabile magnificenza l’evoluzione delle collezioni sabaude, con manufatti che vanno dall’antica Età del bronzo (III millennio a.C.) al Novecento. È il 1563 quando il duca Emanuele Filiberto stabilisce la capitale del ducato a Torino; vent’anni dopo, Carlo Emanuele I affida ad Ascanio Vitozzi il progetto per la nuova residenza di corte. Gli interni del palazzo valgono da soli la visita: le sobrie facciate celano infatti ambienti sfarzosi firmati da Filippo Juvarra, Benedetto Alfieri, Daniel Seiter e Claudio Beaumont. La Scala delle Forbici di Juvarra, in particolare, è un piccolo capolavoro di ingegno scenografico. 
Il complesso dei Musei Reali include anche la Galleria Sabauda con opere di Beato Angelico, Antonio del Pollaiolo, Andrea Mantegna, Sandro Botticelli – singolare la sua Venere (1495 – 1496) chiaramente ispirata alla celebre tela degli Uffizi – ma anche Guercino e Guido Reni, oltre a un’importante collezione di dipinti fiamminghi e olandesi.

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Scala delle Forbici, Juvarra

All’interno dello stesso edificio anche il Museo di Antichità, che raccoglie reperti provenienti da scavi piemontesi, tra i quali il celebre Tesoro di Marengo: un eccezionale nucleo di oggetti realizzati in lamina d’argento e risalenti al II e III secolo d.C. ritrovato casualmente nei pressi della località già nota per la vittoria napoleonica contro gli austriaci. Il busto dell’imperatore romano Lucio Vero (161 -169 d.C.) si distingue per rarità, manifattura e intensità espressiva, resa magistralmente tramite la tecnica dello sbalzo e incisioni a bulino e cesello.   
Da non mancare, infine, i giardini sul retro, progettati da André Le Nôtre, lo stesso paesaggista di Versailles.

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Venere, Sandro Botticelli

3. Il Museo Egizio, un patrimonio unico nel mondo

Quando il grande egittologo francese Jean-François Champollion visitò Torino nel 1824, rimase talmente colpito dalle sue collezioni che dichiarò: “La strada per Menfi e Tebe passa da Torino”. Sono trascorsi due secoli e quella frase è ancora vera.
Il nostro Museo Egizio è il più antico museo del mondo interamente dedicato alla cultura egizia e uno dei più sorprendenti. Le sue origini risalgono all’acquisto, da parte di Carlo Felice di Savoia, della straordinaria collezione di Bernardino Drovetti: piemontese, ufficiale napoleonico e poi console generale di Francia in Egitto, Drovetti aveva radunato oltre settemila pezzi tra statue, sarcofaghi, mummie, papiri e monili.
Stupefacenti la tomba intatta dell’architetto Kha e di sua moglie Merit vissuti circa 3500 anni fa – uno degli esempi meglio conservati di corredo funerario egizio rinvenuto nel 1905 nel cimitero di Deir el-Medina – e il Papiro dei Reo Canone Reale (1539-1077 a.C.), fonte imprescindibile per la ricostruzione della successione storica dei faraoni. Curioso è poi il cosiddetto Papiro satirico-erotico di Torino (1190–1077 a.C.) che documenta l’umorismo egizio attraverso la rappresentazione parodistica della sessualità. Non un manuale di istruzioni, ma una raccolta di vignette trasgressive e caricaturali, destinate al divertimento delle élite.  

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Museo Egizio

4. La Mole Antonelliana e il Museo Nazionale del Cinema: da Sinagoga a scenografia di Stato

Come il Museo Egizio, anche la Mole Antonelliana vanta un importante primato. Progettata nel 1863 dall’architetto Alessandro Antonelli come sinagoga per la comunità ebraica torinese, viene acquistata dal Comune prima ancora di essere completata, per farne un monumento all’Unità d’Italia. I lavori terminano solo nel 1889: con i suoi 167 metri e mezzo diventa allora l’edificio in muratura più alto d’Europa.
Dal 2000 la Mole ospita il Museo Nazionale del Cinema. In un percorso a spirale verso l’alto si sviluppa la storia del cinema dalle origini fino ai giorni nostri, dalle lanterne magiche e il teatro d’ombre, fino ai contemporanei effetti speciali. Ricostruzioni, set, manifesti, cimeli e materiali d’epoca restituiscono tutta la magia dei film d’autore e dei loro protagonisti, affascinando grandi e piccini. Il percorso, scenografico e interattivo, è perfetto anche per i bambini che possono così immergersi nella poesia dell’arte cinematografica e rimanerne incantati.
L’ascensore panoramico in vetro, che porta fino a 85 metri d’altezza, regala una impareggiabile vista sulla città e sulle Alpi circostanti.

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Mole Antonelliana

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5. La Porta Palatina e le tracce dell’antico passato cittadino

Non un vero museo, ma un luogo importante e significativo: la monumentale Porta Palatina, o Porta Capitolina, (I sec. a.C.) è una delle porte romane meglio conservate al mondo.
Le due torri poligonali a sedici lati, alte e slanciate, sono unite da una imponente corpo centrale in muratura lungo circa venti metri; con due ordini di finestre e quattro aperture (due per i carri e due per i pedoni): così si presenta oggi quella che in epoca romana era la Porta Praetoria, una delle vie di accesso a Julia Augusta Taurinorum, la colonia all’origine di Torino. La struttura, oggetto di successivi restauri e modifiche, è del tutto simile a quella della porta Decumana inglobata in Palazzo Madama e conserva tuttora il fascino imperituro dell’antica costruzione romana.  

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Porta Palatina

Nelle immediate vicinanze si trova il mercato di Porta Palazzo – il più grande mercato all’aperto d’Europa – e uno dei luoghi più autentici della vita cittadina. Il modo ideale per concludere la visita a Torino, circondati dal vocio delle persone e immersi nell’atmosfera unica, popolare e aristocratica allo stesso tempo, di questa incredibile città.

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