Perché portare bambini e ragazzi al museo è sempre una buona idea

Perché portare bambini e ragazzi al museo è sempre una buona idea

In Italia, circa 4 musei su 10 offrono iniziative e percorsi dedicati ai bambini. Nel 2019, ultimo anno prima della pandemia Covid-19, oltre la metà dei minori residenti aveva visitato un museo. Un dato calato vertiginosamente nel biennio successivo e che solo recentemente mostra segnali di ripresa (dati Istat su elaborazione di openpolis – Con i bambini). 
Bene ma non benissimo, dunque. Soprattutto avendo la consapevolezza che portare bambini e ragazzi al museo ha numerosi effetti positivi. Ecco i principali benefici e alcuni consigli per una visita ancora più piacevole per te e per loro.

7 buoni motivi per portare i bambini al museo

Dal settembre 2019 la Tebaide di Beato Angelico conservata agli Uffizi è collocata a un’altezza di 65 centimetri, protetta da una teca in vetro antiriflesso e antisfondamento. Considerando che la tavola è alta solo 75 cm (per 207 cm di lunghezza), questa scelta può sembrare bizzarra. Almeno fino a quando non si scopre che proprio questa è l’opera più apprezzata dai bambini che ogni anno visitano la Galleria. Attratti dal carattere quasi fiabesco del dipinto, si soffermano incantati a guardarlo. Con questa motivazione, il museo ha deciso di agevolare la fruizione dei piccoli visitatori posizionando la Tebaide sempre a loro portata.

Un’iniziativa lungimirante e significativa, che rivela l’importanza dei bambini per il museo fiorentino. Gli Uffizi, così come altre realtà virtuose nel panorama italiano, dispone anche di un ricco calendario di eventi dedicati espressamente ai più piccoli, a conferma della consapevolezza che portare ragazzi e bambini al museo è un’ottima idea per almeno 7 buoni motivi.

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Tebaide, Beato Angelico

1. I musei favoriscono l’apprendimento attraverso le cose

Il museo è di per sé un luogo curioso per i bambini, completamente diverso da quelli che sono soliti frequentare o che frequenteranno dall’età scolare in poi. 
Qui si trovano di fronte a manufatti e oggetti spesso sconosciuti, in un ambiente positivo che li immerge nella cultura materiale di un popolo o di un’epoca. Proprio questa dimensione fisica – a volte resa ancora più tangibile grazie ai percorsi multisensoriali e ai laboratori didattici offerti dai musei – favorisce l’apprendimento dei più piccoli riportandoli alle cose
È indubbio, infatti, che le nuove generazioni siano sempre più inserite in un sistema iperconnesso e smaterializzato, in cui è normale sfogliare il mondo su uno schermo. Senza nulla togliere alle enormi potenzialità del digitale, l’esperienza analogica (o digitale nel senso letterale del termine) rimane uno degli strumenti di crescita più importanti. I musei, con le loro collezioni di artefatti, diorami e opere d’arte sono il posto ideale dove avvicinarsi alla realtà delle cose.  

2. Anticipano la conoscenza di fatti e nozioni

Spesso si dice che i bambini sono delle spugne, riferendosi alla naturalezza con la quale riescono ad assorbire informazioni e parole sentite più o meno casualmente. Esposti a nozioni e racconti ricevuti in un contesto museale, dimostreranno la stessa capacità, introiettando conoscenze specifiche di varie materie – in certi casi persino prima di incontrarle a scuola – e che gli saranno utili per il futuro. 

Secondo la ricerca condotta nel 2012 da Mary Ellen Munley per lo Smithsonian Institution’s Early Learning Collaborative Network e lo Smithsonian Early Enrichment Center (SEEC), infatti: “È dimostrato che l’introduzione alle discipline artistiche, storiche e scientifiche in età molto giovane contribuisce allo sviluppo dell’identità del bambino e costruisce le basi per un apprendimento continuo e sempre più complesso a scuola e nella vita quotidiana”.  
Un imprinting favorevole, dunque, al quale bisogna aggiungere un altro aspetto: l’affidabilità della fonte. Ciò che bambini e ragazzi imparano al museo è infatti frutto di ricerche e studi di esperti ed è pertanto attendibile: genitori e insegnanti potranno quindi stare tranquilli, almeno su questo fronte.   

quando portare bambini al museo attività didattiche

3. Sviluppano interessi personali e spirito critico

Il museo è anche un’occasione di esplorazione spontanea e senza vincoli – fatta eccezione delle regole di comportamento vigenti. È possibile seguire l’itinerario consigliato da guide e segnaletica, ma è altrettanto facile lasciarsi trasportare e passare da un’opera all’altra mossi solo dalla curiosità. In questo modo si inizieranno a coltivare interessi personali trovando all’interno delle collezioni collegamenti e richiami inediti. 
I musei offrono infatti l’opportunità per i bambini di confrontare e paragonare oggetti e idee che sono per loro importanti, aiutandoli così a sviluppare un maggiore spirito critico e la capacità di individuare ulteriori filoni di approfondimento.

4. Incoraggiano la curiosità e stimolano la creatività

Curiosando nei musei, passando da una teca all’altra o da un dipinto a una scultura o a un manufatto, i giovani visitatori sono incoraggiati a seguire le proprie passioni personali: per un soggetto, una tecnica o un autore.
E anche se da grandi non faranno dell’arte il loro mestiere, osservare soluzioni grafiche, narrative e pratiche sarà fonte di ispirazione e li aiuterà a costruire un bagaglio di stimoli spendibili anche in altri campi e situazioni.Bando dunque alla noia e alla semplice fruizione passiva: il museo è una grande palestra dove esercitare immaginazione e creatività, anche attraverso i laboratori didattici istituzionali o per iniziativa di singoli docenti e genitori.

motivi per portare i bambini al museo bambino sulle scale

5. Aiutano a migliorare l’attenzione e la comunicazione

“Come può una generazione perennemente distratta imparare alcunché?”. Titolava così un articolo di qualche anno fa delle BBC, soffermandosi sulla difficoltà dei giovanissimi di concentrarsi a causa degli stimoli continui a cui sono sottoposti – e abituati – da app e piattaforme di streaming. Uno degli intervistati suggeriva di dividere le lezioni in più parti e, in un certo senso, è proprio ciò che succede all’interno del museo: inserita in un contesto più ampio, ogni opera offre un punto di vista parziale dal quale isolare e attingere informazioni particolari. Inoltre, invitando i più piccoli a parlare di ciò che li ha colpiti di più e ad esprimersi liberamente, si faciliteranno le loro doti comunicative e il loro spirito di osservazione.  

Evitare le distrazioni, però, non significa demonizzare la tecnologia: sono diversi i musei che propongono percorsi multimediali per accompagnare e arricchire la visita in loco o a casa attraverso strumenti familiari per ragazzi e bambini. 
Un esempio? Il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, che ha da poco sviluppato un’app (MAF 360), dedicata alla visita virtuale dei suoi interni e all’approfondimento dei reperti custoditi, accessibile da qualunque smartphone.

6. Contribuiscono al senso civico e all’appartenenza culturale

Su un piano più generale, visitare i musei con regolarità concorre allo sviluppo di un’identità locale e globale, sotto un aspetto storico e culturale. Opere d’arte e oggetti sono infatti prove materiali di un passato condiviso e, a volte superato, fatto di idee e ideologie, credenze, usanze, tradizioni. E sono quindi testimonianza dell’evoluzione del pensiero e dell’attività dell’uomo: un patrimonio al contempo intangibile e concreto che merita di essere tutelato. 
Conoscerlo e osservarlo da vicino può contribuire alla maturità sociale dei più giovani e alla comprensione di quanto sia importante conservarne le tracce, partecipando attivamente alla loro sopravvivenza, anche attraverso una frequentazione assidua e diffusa.

7. Offrono tempo di qualità in famiglia

Non neghiamolo: portare i bambini al museo è anche un ottimo diversivo dalla routine quotidiana e una buona alternativa a gite all’aperto quando si è in vacanza. Oltre a fornire un utile riparo in caso di maltempo (provvisto di toilette, punto ristoro oltre che di bookshop), i musei sono opportunità preziose per trascorrere tempo di qualità in famiglia. Genitori e figli possono dunque divertirsi a scoprire opere di fama internazionale o piccoli manufatti sconosciuti, grandi prove d’autore o semplici utensili di uso quotidiano, animali esotici o rappresentazioni fantastiche. Lo stupore può nascere anche dalle più piccole cose e il museo è sicuramente uno scrigno di oggetti meravigliosi che aspettano solo di essere condivisi da persone di tutte le età. 
Ma come prepararsi al meglio per una visita in compagnia di minorenni vivaci o che muovono i loro primi passi?

quando portare bambini al museo ragazza davanti a un dipinto

Consigli per organizzare una visita al museo con i più piccoli

Purtroppo non esiste una formula magica valida per tutti e ogni bambino fa scuola a sé, soprattutto in caso di prime volte. Abituarli fin da piccoli a frequentare gallerie e musei può senz’altro aiutarli a familiarizzare con questi luoghi e sviluppare la loro curiosità man mano che crescono.
Se non esistono regole fisse sul quando sia meglio portare i bambini al museo, ci sono però accorgimenti che possono rendere l’esperienza ancora più piacevole per tutti. 
Ecco i nostri consigli:

  • preparati prima alla visita. Informarsi su cosa c’è da vedere nel museo e pianificare anche solo a grandi linee un itinerario è essenziale per evitare di perdere tempo, energia e pazienza lungo il percorso. L’attenzione e la resistenza fisica dei piccoli è diversa da quella di una persona adulta ed è quindi importante considerarla preventivamente; 
  • coinvolgi i bambini prima, durante e dopo. Il museo non deve essere visto come un’imposizione, ma come un’occasione di scoperta e divertimento: perché sia così, rendili partecipi raccontando loro cosa andrete a vedere, anche attraverso qualche immagine o anteprima. Durante la visita, asseconda i loro interessi e guidali lungo il percorso che hai studiato, rispondendo alle loro domande senza dare nulla per scontato e ascoltando le loro osservazioni. Dopo la visita, puoi sempre agevolare il ricordo regalando loro un libro a tema o un souvenir d’arte;  
  • scegli il momento migliore e presta attenzione ai bisogni fisici. La mattina presto, i bambini sono più energici ed è più probabile che siano aperti a fare nuove esperienze. Meglio evitare di interferire con le loro abitudini (come il sonnellino pomeridiano): porta sempre con te acqua e snack per rifocillarli durante la visita, specialmente i musei più grandi possono essere piuttosto stancanti;
  • anticipa loro le regole di comportamento. L’eccitazione può portare i bambini ad alzare il tono della voce o a correre lungo le sale: ricorda loro che si trovano in un luogo pubblico, in presenza di altre persone. Se non è consentito toccare le opere o avvicinarsi oltre un certo limite, assicurati che non lo facciano per evitare che scatti l’allarme o che li rimproveri qualcun altro.

Qualche accortezza pratica, la giusta dose di improvvisazione e tanta voglia di passare del tempo insieme sono gli ingredienti di ogni piacevole visita al museo, e non solo. 
L’arte è anche questione di abitudine: perché non iniziare fin da piccoli?

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